Documento dei Giovani Democratici delle Marche inerente i temi del Diritto allo Studio
Documento dei Giovani Democratici delle Marche inerente i temi del Diritto allo Studio
Universitario, in particolar modo relativo alla proposta di modifica della Legge
Regionale in materia di DSU.
A seguito dei pesanti tagli operati dal Governo in materia di Diritto allo Studio Universitario e
delle notizie apparse sulla stampa locale, noi, Giovani Democratici della Regione Marche,
sentiamo la necessità di rappresentare agli organi di Governo Regionale viva preoccupazione
circa la quantità e la qualità dei servizi per il Diritto allo Studio Universitario offerti ai nostri colleghi
studenti universitari marchigiani e non.
È nostra ferma convinzione che sia dovere delle istituzioni locali e prioritariamente di una
amministrazione di centro-sinistra investire sulla qualità dell’istruzione scolastica di tutti gli ordini e
gradi e sui servizi per il Diritto allo Studio.
Investire sull’Istruzione, sulla Formazione, Ricerca e Lavoro, almeno nei livelli locali in cui è ancora
possibile, significa infatti contrastare il tentativo di smantellare il sistema educativo e formativo
italiano e di rendere “meno consapevoli” le nuove generazioni.
Questa è l’aspettativa che noi Giovani Democratici delle Marche nutriamo e rileviamo da parte
degli studenti, e molto spesso anche dei docenti.
Pur essendo questa la premessa, siamo fortemente consapevoli delle difficoltà economiche
che la Regione dovrà affrontare a seguito dei già citati tagli operati dal Governo nel settore del
Dsu e ci impegneremo, attraverso i mezzi a nostra disposizione, a sensibilizzare ed informare la
popolazione studentesca affinché la protesta non risulti strumentale ad alcuni gruppi politici e
quindi sterile da un punto di vista propositivo.
Vorremmo inoltre rappresentare l’enorme necessità di una Riforma della Lg. 390. Le sostanziali
innovazioni apportate all’organizzazione degli studi universitari con l’approvazione del DPR 509
sull’autonomia didattica degli Atenei (Laurea Triennale, Laurea Specialistica, Dottorato di ricerca,
Master, Tirocini, Crediti formativi) richiedono fortemente e ormai da tempo la predisposizione di un
nuovo testo legislativo per il DSU; tanto più che nel frattempo sono intervenute anche le rilevanti
modifiche all’assetto costituzionale del Paese attraverso la riforma del Titolo V° della Carta
Costituzionale, riforma che assegna alle Regioni la piena competenza in materia, mantenendo allo
Stato esclusivamente la determinazione dei “livelli essenziali delle prestazioni (LEP )” che debbono
essere garantite su tutto il territorio nazionale.
In forza dell’approvazione del Titolo V° alcune Regioni, e segnatamente la Lombardia, la Toscana,
l’Emilia-Romagna, il Lazio e la Puglia, hanno legiferato nuovamente in materia rivedendo
ampiamente gli assetti regionali dei loro organismi per il DSU.
Se si esclude la Lombardia dove riscontriamo soluzioni diversificate e talvolta con sostanziali
differenze tra singole realtà, le altre quattro Regioni hanno optato per la scelta di costituire un
unico organismo regionale, pur mantenendo forti presidi territoriali presso le città sedi di Ateneo.
A tutt’oggi quindi le Regioni che seppure a seguito di situazioni diverse tra loro hanno un unico
organismo regionale sono: La Valle d’Aosta, il Piemonte, la Liguria, la Provincia Autonoma di Trento,
la Provincia Autonoma di Bolzano, la Toscana, l’Emilia-Romagna, l’Umbria, il Lazio, il Molise, la
Puglia e la Basilicata.
Ed è proprio sulla base di questa considerazione che vorremmo fornire un nostro contributo
al dibattito in atto: siamo fermamente convinti che questa possa essere la giusta occasione per
operare una riorganizzazione degli Enti per il Diritto allo Studio Universitario che, non solo
consentirebbe alla Regione di risparmiare sui costi di gestione, ma innalzerebbe il livello qualitativo
e quantitativo dei servizi offerti agli studenti.
LA PROPOSTA
I quattro Ersu potrebbero confluire in una Agenzia o in un Ente unico con una struttura a
governance marcatamente regionale (mantenendo ovviamente le sedi amministrative territoriali)
con coinvolgimento, in termini di rappresentanza, di Atenei, Città sedi di Ateneo, Studenti.
In riferimento a ciò ci sembra utile citare la legge istitutiva di ER-GO (legge regionale n.15 del
27/7/2007), l’Agenzia Unica della Regione Emilia Romagna ed in particolar modo gli artt. 5-6-7-19-
20 che ci hanno fornito lo spunto per questa proposta e che delineano un assetto organizzativo
tanto semplice, quanto partecipativo, economico ed efficace.
Ma altre leggi potrebbero essere citate, ad esempio la L.R. 25 Agosto 2003, n. 25 costitutiva di
Laziodisu o la L.R 19 maggio 2008, n. 26 recante “Modifiche alla legge regionale 26 luglio 2002, n.
32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione,
orientamento, formazione professionale e lavoro) in tema di istituzione dell’Azienda unica
regionale per il diritto allo studio universitario” o altre.
La nuova struttura a nostro avviso dovrebbe garantire:
- Uniformità di trattamento per tutti gli studenti universitari della Regione
- Nascita della nuova figura dello “Studente Universitario Marchigiano”
- Potenziamento ed armonizzazione della comunicazione interna ed esterna
- Eliminazione di quattro Consigli di Amministrazione oggi autonomi e non comunicanti tra loro
- Economie di scala per acquisti e appalti vari, oltre a riduzione dei carichi di lavoro
- Accentramento e snellimento di procedure
- Regia unica per innovazioni e investimenti strutturali da parte della Regione
- Mantenimento di forti presidi territoriali e legami con Atenei e Istituzioni locali
- Avvio di un progetto regionale di Orientamento post laurea verso l’impresa.
Le ricadute positive nei confronti dei servizi classici attualmente erogati dagli ERSU dovrebbero
essere:
1. ASSEGNAZIONE BORSE DI STUDIO
- Eliminazione delle disparità di trattamento per l’assegnazione delle borse, individuando criteri
comuni e condivisi per la definizione di studente “Fuori sede”, “Pendolare” e “In sede”,
eventualmente anche ricorrendo a graduatorie uniche su base regionale;
- Portabilità della borsa di studio in caso di trasferimento da un Ateneo ad un altro, limitandola,
nella sua prima fase attuativa, all’ambito regionale;
- Attribuzione di borse regionali o altri benefici a studenti frequentanti fuori regione particolari
corsi di specializzazione o dottorati di ricerca presso realtà universitarie di eccellenza, a
condizione che non vi siano attività equivalenti presenti sul territorio regionale.
2. RESIDENZE
- Avvio di un piano regionale per gli interventi di settore da attuarsi in base alle reali esigenze
derivanti dalla popolazione studentesca, con particolare attenzione ai “fuori sede”;
- Valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale anche attraverso l’utilizzo dello stesso in
favore di iniziative estive connesse alla didattica o ad altre attività culturali promosse dalla
Regione o da altre Istituzioni pubbliche;
- Creazione di circuiti di mobilità studentesca in ambito regionale, nazionale ed europeo.
3. RISTORAZIONE
- Graduale omogeneizzazione di interventi nel settore con particolare attenzione alle mutate
esigenze derivanti da una corretta alimentazione, ricercando in pari tempo di raggiungere un
effettivo abbattimento e una standardizzazione dei costi;
- Possibilità di creare un circuito regionale legato al possesso di un unico tesserino mensa;
- Effettuazione di rilevazioni periodiche e di indagini sulla qualità dell’offerta anche per il tramite
di questionari circa i livelli di soddisfazione dell’utenza.
4. ATTIVITA’ CULTURALI
Un’unica struttura regionale dovrebbe caratterizzarsi anche quale strumento promotore e
coordinatore di attività culturali, valorizzando attraverso appositi circuiti regionali quanto posto in
essere dagli Atenei, dalle Accademie di Belle Arti e dai Conservatori.
Si potrebbe inoltre dar vita a nuove iniziative e scambi culturali , tenendo conto degli scenari
nazionale ed europeo cui gli organismi regionali appartengono in forza dell’adesione
all’Associazione Nazionale ANDISU ed alla rete europea ECSTA.
Non va infine dimenticato che le attività culturali, specie se realizzate in collaborazione con le
Istituzioni Locali, contribuiscono sostanzialmente a favorire l’auspicata integrazione dello studente
con la realtà territoriale cui appartiene o che lo ospita.
5. ORIENTAMENTO POST-LAUREA
Una regia unica consentirebbe di avviare più agevolmente interventi di orientamento postlaurea
di ampia valenza territoriale e strategica e già posti in essere in alcune delle più avanzate
realtà riscontrabili tra gli Enti o le Aziende per il DSU.
Un progetto che coinvolga i principali soggetti economici e sociali presenti ed operanti sul
territorio regionale i quali, partendo dalle loro specifiche esigenze, saranno chiamati ad
individuare percorsi formativi da realizzarsi attraverso esperienze trascorse presso realtà
produttive ad alta specializzazione in ambito regionale, nazionale o europeo.
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Ci sentiamo di dire in conclusione che non bisogna dimenticare che “l’appetibilità” e
quindi la qualità e l’innovatività dei servizi per il Diritto allo Studio offerti dalla Regione Marche
hanno un forte impatto anche sulla scelta dello studente di iscriversi presso un Ateneo
Marchigiano, con tutto ciò che ne consegue in termini quantitativi a livello di tassa regionale per il
DSU, di finanziamenti da parte dello Stato, e quindi di impatto economico e sociale nei territori
sede di Università.
Riteniamo, pertanto, utile razionalizzare il sistema del DSU nella Regione Marche in termini
economici ma soprattutto qualitativi.
Ancona, 5 Ottobre 2010
Segreteria Regionale
Giovani Democratici Marche
Approvato all’unanimità dalla Direzione regionale dei Giovani Democratici delle Marche in data 19 Ottobre 2010.